Una parte del mondo crypto ha deciso di fare squadra. Dopo l’impegno di Paradigm, ora arriva quello della Ethereum Foundation. Tramite un post su X EF ha annunciato il supporto alla difesa legale di Alexey Pertsev, programmatore di Tornado Cash. Non è il primo gruppo/associazione a schierarsi a favore del programmatore.
L’impegno è di quelli importanti anche sul piano economico ed è 1:1 con quanto fu annunciato da Matt Huang di Paradigm a fine gennaio. In aggiunta, la Ethereum Foundation ha pubblicizzato una raccolta fondi alla quale tutti possono partecipare.
Alexey Pertsev è ora in libertà vigilata con tanto di monitoraggio elettronico, dopo essere stato scarcerato in febbraio. Ha già passato 9 mesi in carcere nei Paesi Bassi. L’accusa è quella di aver favorito il riciclaggio di denaro, con una condanna a 64 mesi di carcere che sarà ora oggetto di appello.
Una causa importante per tutto il settore
L’impegno della fondazione legata a Ethereum punta a sostenere un punto forse più politico che strettamente attinente alle crypto.
La Ethereum Foundation donerà 1,25 milioni di dollari per la difesa legale di Alexey Pertsev. La privacy è normale e scrivere codice non è un crimine.
Il punto è di quelli importanti. Pertsev viene infatti accusato di aver favorito il riciclaggio di denaro con la piattaforma che ha creato, Tornado Cash. Accusa che al netto della posizione di Alexey Pertsev, finirebbe per diventare un’accusa a tutto il settore.
In mezzo ci sono le sanzioni OFAC e tante altre questioni legali attinenti al mondo della finanza tradizionale e delle banche, per quella che è una lotta trasversale per un comparto, quello delle criptovalute, che punta a essere libero, incensurabile e orizzontale.
Per Alexey Pertsev sono arrivate il 5 di febbraio delle buone notizie. Da quella data infatti è stata sospesa la carcerazione preventiva – per quanto comunque si trovi ancora in libertà vigilata e sotto stretta osservazione.
Una causa che ha visto diversi dei big player del settore stringersi intorno a Pertsev e che dovrà essere seguita, anche perché sta avendo luogo in un Europa che, almeno ai tempi di internet, prese delle decisioni molto diverse e soprattutto in termini di privacy e di libertà.
Sarà un’altra battaglia da combattere, nella speranza di riuscire almeno in parte a spuntarla proprio come avvenne ormai più di due decenni fa a tema internet. In ballo c’è tutto l’impianto delle libertà dei cittadini e del loro diritto alla riservatezza.