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Arriva l’ETF crypto più assurdo di sempre: Canary ci prova con $PENGU. Strategia top

Canary lancia il suo ETF su Pengu. Inviata richiesta a SEC.
1 settimana fa
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Se ti stai chiedendo il perché della performance, poi in parte rientrata, di $PENGU, semisconosciuto token legato a Pudgy Penguins, sei nel posto giusto. Ed è in direzione di Wall Street che dovrai guardare. Il token è stato infatti inserito in una richiesta di ETF Spot da Canary, gestore molto attivo nel comparto e che però non ha ancora portato a casa, avendo puntato su asset particolari, ancora un’approvazione da parte di SEC.

Detta in modo più lineare: sì, potrebbe esserci un ETF su Pengu – e Canary si è presa la briga di compilare secondo i canoni vigenti un form S-1 che ha già inviato a SEC.

Si tratta della prima volta che un asset di capitalizzazione così modesta – è 111esimo nella classifica – viene inserito in un prodotto del genere. Non è chiaro per il momento quali siano le possibilità di approvazione del prodotto in questione.

Canary ci prova ancora

C’è un modo di dire americano che è piuttosto calzante nel descrivere la situazione che si sta sviluppando negli USA per quanto riguarda gli ETF crypto. Di proposte bizzarre – forse anche più di questa – ne abbiamo già viste. Abbiamo visto infatti richieste su $BONK, ma anche su $MELANIA e su $TRUMP, in quello che è un tentativo, direbbero appunto gli americani, di lanciare gli spaghetti al muro per vedere quanti ne rimangono attaccati alle pareti.

Quello che cerchiamo di dire è che diversi gestori stanno cercando di andare avanti con proposte piuttosto bizzarre proprio per capire quali saranno i limiti della nuova SEC che ha cambiato fortemente indirizzo da quando si è insediato il governo Trump.

È in quest’ottica probabilmente che deve essere letta questa proposta, per quanto gestori di fondi importanti (più di Canary) abbiano già sposato la causa dei pinguini – vedi VanEck che li utilizza come PFP su X, ovvero come foto profilo.

Situazione che per qualcuno sarà fonte di ennesime urla allo scandalo, e che invece è parte di una strategia precisa di test dei confini, per capire cosa potrà davvero sbarcare a Wall Street e cosa invece sarà costretto a passare la mano.

È questo il mondo post Gary Gensler? Sì, anche se i suoi confini verrano definiti anche dall’approvazione o dal rifiuto di questo tipo di prodotti. Per ora PENGU si gode una buona giornata all’interno di un mercato che ha corretto dopo la corsa di ieri e rimane in un range di prezzo poco entusiasmante. Sì, dipende anche dall’ultima uscita di Donald Trump.

Gianluca Grossi

Caporedattore ed analista economico. È divulgatore per blockchain, Bitcoin e criptovalute in generale. Solida formazione tecnica, si occupa del comparto dal 2015. Detenzioni: Bitcoin, Ethereum.

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