Su queste pagine, quelle di Criptovaluta.it®, si è fatta un’incessante campagna d’informazione in tempi non sospetti sull’enorme rilevanza che il mondo stablecoin avrebbe assunto all’interno dell’universo crypto. Ora, a poco più di 2 anni dall’inizio della nostra campagna informativa, i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
USDC è una voce rilevante degli introiti di Coinbase, la prima legge a tema crypto che sarà approvata negli USA sarà a tema stablecoin, PayPal ha emesso il suo token stable, Ripple ha fatto lo stesso, i grandi del mondo finanziario stanno facendo lo stesso (seppur in forma di asset tokenizzati) e arrivano altri due segnali di enorme importanza: il primo è che WLFI sembrerebbe essere pronto a lanciare il suo token stable. Così come Worldcoin, che è interessante più per la presenza di Sam Altman nella dirigenza che per altri motivi, starebbe cercando di chiudere accordi con VISA a tale scopo.
Sì, avevamo ragione su tutta la linea – anche se non c’è voluto poi tanto: per ora le blockchain pubbliche hanno come utilità principale quella del trasferimento di denaro, e data la preferenza di una larga fetta della popolazione per valute… stabili, il piatto è infine servito.
Le notizie rilevanti sono due. La prima è che, come indicato da CZ – fondatore di Binance – è stato deployato uno smart contract che fa riferimento a WLFI (e parrebbe anche al market maker Wintermute), di un token USD1, che sembrerebbe voler diventare una sorta di stablecoin legato al progetto DeFi della famiglia Trump. È un segnale importante, che arriva a movimentare ulteriormente un mercato, quello stable, che recentemente ha visto l’arrivo di tanti player di grandi dimensioni.
La seconda delle notizie è che WLD starebbe cercando di trovare un accordo con VISA, che avrebbe come scopo quello di lanciare carte con pagamenti in stablecoin. Mancano ancora conferme sui dettagli, ma la direzione che dovrà prendere un’altro dei progetti istituzionali appare come chiara.
L’altra questione, anche questa affrontata per tempo e che continuerà a rimanere centrale nel mondo crypto è la differenza delle direzioni scelte dagli USA – che si avviano a diventare la capitale mondiale del mondo crypto – e Europa. I primi sembrerebbero voler favorire un mondo stablecoin sì regolamentato, ma in regime di libero mercato e senza che venga vissuto come una minaccia, ma piuttosto come un’opportunità.
L’Europa, invece, trincerata dietro il MiCA ha finito per consegnare tutto il mercato a un solo concorrente e spingerà per un euro digitale che – parlano direttamente quelli di BCE – avrà anche l’obiettivo di neutralizzare la minaccia stablecoin.
Atteggiamenti agli antipodi. Chi avrà ragione? Gli USA vedono – correttamente – anche gli stablecoin privati come opportunità di rafforzare l’egemonia del dollaro. L’Europa gioca in difesa, anche a scapito dei propri cittadini, che ora si trovano a fare trading su piattaforme meno liquide e book che riservano più di qualche sorpresa.
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