Nella giornata di ieri il gruppo BGD Labs ha proposto un ARFC (Aave Request for Comment) all’interno della sezione di governance di Aave. L’iniziativa è volta a stabilire alcuni miglioramenti del protocollo in vista dell’aggiornamento per v3.4, che riguardano principalmente l’ottimizzazione e l’introduzione di nuove funzionalità per migliorare l’efficienza e la sicurezza del sistema. La proposta dovrà ora essere discussa e valutata dalla comunità, prima della sua effettiva integrazione nella piattaforma.
Il fondatore di Aave, Stani Kulechov, si è però opposto alla proposta, influendo significativamente sul dibattito interno e sulla futura votazione. Comunque vada l’ARFC, Aave continua a crescere e ad espandere fortemente il suo ecosistema: lo vediamo molto bene dai dati on-chain.
BGD Labs propone un aggiornamento per la v3.4 di Aave
Secondo quanto pubblicato da BGD Labs nel forum di governance del protocollo Aave, potrebbe essere in arrivo un importante aggiornamento per la v3.4. Le modifiche proposte da BGD Labs, società focalizzata nello sviluppo del settore web3, includono tutta una serie di miglioramenti che potrebbero essere integrati nella nuova versione di Aave.
Chiaramente, essendo ancora una proposta, dovrà passare sotto il vaglio della comunità per essere discussa, valutata e, successivamente sottoposta a votazione.
Nell’ARFC viene introdotta la standardizzazione della stablecoin GHO, emessa e gestita direttamente da Aave, all’interno del v3 Core. Questo elimina la necessità per gli utenti di dove migrare il token, rendendo GHO più compatibile e funzionale con tutta la struttura v3 Core del protocollo. Allo stesso tempo viene introdotta la funzione del position manager, che permette agli utenti di gestire in modo più flessibile le proprie posizioni, delegando alcuni processi ad entità terze.
Altri miglioramenti inclusi nella proposta riguardano il supporto Multi-Call che permetterà agli utenti di Aave di eseguire più operazioni in una sola transazione. In aggiunta anche un sistema di ottimizzazione per il debito e la sicurezza del protocollo, che mira a proteggere gli utenti da rischi sistemici potenziali e a contribuire alla sostenibilità dell’ecosistema.
Inoltre è stato messo sul piatto anche un cambiamento nella gestione delle commissioni generate dal protocollo, che permetterebbe maggiori vantaggi per gli stakeholder di Umbrella.
Il fondatore di Aave respinge la proposta
Subito dopo la pubblicazione dell’ARFC, Stani Kulechov, fondatore del protocollo Aave, è intervenuto per dire la sua. Commentando il post pubblicato da BGD Labs, Stani ha osservato come le modifiche proposte non riflettano effettivamente le esigenze di Aave in questo momento. In primis l’esperto ha sottolineato che il protocollo è già stabile e che non necessita di un ulteriore miglioramento, nonostante i vari 3.1, 3.2, e 3.3 siano stati essenziali per supportare l’integrazione di Umbrella.
Inoltre Stani ha ricordato poi che la versione Aave v4 ( successiva a tutti gli aggiornamenti della v3) sia ormai dietro l’angolo e che che la comunità e il team di sviluppo dovrebbero piuttosto concentrarsi su quella futura evoluzione. Il fondatore del progetto ha comunque riconosciuto la validità di un sistema multi-call, che potrà essere implementato separatamente. Per il resto della proposta ha dato un feedback negativo, sottolineando come i vantaggi apportati non giustificherebbero i rischi di un aggiornamento così massivo.
La sua opinione da sola non basta per bocciare la proposta, ma è comunque probabile che il resto della comunità segua le sue linee guida, vista la sua notorietà. Tutto ciò non ci lascia che pensare che, contrariamente a quanto ci si poteva immaginare, la rivoluzionaria versione v4 è più vicina che mai. Molti pensano che saranno necessari ancora mesi per un implementazione, ma le parole di Stani lasciano intendere tutt’altro.
Continua a crescere l’ecosistema del protocollo
Giudicando da vari aggiornamenti e dalle molteplici proposte della governance, è evidente come Aave stia attraversando una fase di enorme crescita. Un’altra recente iniziativa molto interessante riguarda la possibilità di includere USDtb, stablecoin emessa da Ethena Labs e coperta da fondi BUIDL BlackRock, all’interno del V3 core della piattaforma.
Da sola questa integrazione potrebbe generare un flusso di nuovi capitali all’interno di Aave, visto e considerando il solido panorama RWA.
Al di là degli aggiornamenti, Aave mostra una forte resilienza dal punto di vista dell’analisi on-chain. Secondo quanto riportato da DefiLlama, il protocollo ha colpito nuovi ATH, in termini di ETH depositati, ogni mese da dicembre 2024. Questo sottolinea la capacità di Aave di attrarre nuova utenza, anche in momenti delicati per il mercato in cui c’è poca liquidità. Calcolando la somma dei valori bloccati in USD, notiamo come il totale ammonti a 19,1 miliardi di dollari, rendendola la DApp più grande dell’intera DeFi. Da sola, vale circa il 20% di tutto l’ecosistema delle applicazioni decentralizzate.