Il clima è da si salvi chi può: Goldman Sachs ha appena pubblicato un lungo report che include le previsioni sull’economia e sui mercati nei prossimi mesi. Anche se non parla direttamente di criptovalute – le questioni macro che affronta sono quelle che condizionano anche questi mercati. La paura fa 90, verrebbe da dire, anche se prima di farsi prendere dal panico sarà necessario fare, insieme, qualche ragionamento.
Inflazione? Crescerà. Economia? Rallenterà. Il quadro è quello di una possibile stagflazione (vedremo più avanti perché sarà un problema), nel caso? Arriverà davvero la recessione?
Sì- cercheremo insieme di formulare delle risposte intelligenti alla domanda: è davvero tutto finito? Dobbiamo vendere tutto? Devi avere paura? Quei giorni spensierati quando aprire grafici e prezzi era il momento più felice della giornata, non torneranno più?
Goldman Sachs – la banca d’affari delle banche d’affari – ha aggiornato le sue previsioni sull’andamento dell’economia americana nei prossimi mesi. L’aggiornamento è peggiorativo: le condizioni per inflazione, PIL e disoccupazione sono, per la nota banca d’affari – in peggioramento.
💡Prima di disperarti: le previsioni, anche quando sono di potenti banche d’affari, non sono sempre affidabili. Diverse banche hanno iniziato a chiamare il top del ciclo per SPX500 al 30-40% in meno dei prezzi di oggi.
Goldman Sachs vede la Core PCE (è l’indicatore di inflazione più apprezzato da Federal Reserve) tornare al 3,5%. Un rimbalzo che sarà dettato dall’arrivo dei dazi.
Se Goldman Sachs è stata sempre più ottimista sull’inflazione rispetto al consenso degli analisti, ora invece è meno ottimista.
💡L’inflazione che torna a crescere vuol dire avere maggiori difficoltà per i tagli ai tassi di interesse. È forse il peggiore degli indicatori – se dovesse aver ragione Goldman Sachs. Tuttavia la stessa banca d’affari finisce per vedere la situazione, più avanti, non così fosca.
Con questo nome si indicano quei dati che arrivano da indagini statistiche sulle aspettative di consumatori, produttori, manager e attori economici. Le aspettative – come è noto a chi segue Criptovaluta.it®, sono in picchiata da tempo, seppur non in modo così drammatico.
Anche se i soft data sono stati dei pessimi indicatori dell’attività economica negli ultimi anni, questa volta siamo meno propensi a scartare il recente declino delle aspettative, perché i fondamentali dell’economia sono meno forti, e perché il declino nelle aspettative riflette un peggioramento dell’outlook, a causa dei dazi, che ci aspettiamo che si materializzi.
Anche questo potrebbe essere motivo di allarme per Bitcoin e più in generale del mercato delle criptovalute. Ancora una volta però, prima di fasciarsi la testa, è bene analizzare cosa di altro è stato affermato da Goldman Sachs.
Quanto detto sopra dalla banca per i soft data, vale anche quando a formulare le previsioni sono le stesse banche d’affari. Secondo Goldman Sachs infatti le possibilità di una recessione sono salite al 35%.
È un’impennata importante nelle previsioni di Goldman Sachs, che prima riteneva le possibilità di una recessione al 20%.
Anche qui però i grafici aiutano a capire: siamo sugli stessi livelli che erano stati raggiunti a fine 2022, nel pieno della stretta in termini di politica monetaria e poi avanti ancora nel 2023, quando ci fu il rischio che il problema di Silicon Valley Bank diventasse sistemico.
Per ora siamo ancora nel campo dei soft data, che condizionano i mercati ma che più avanti possono essere smentiti dalla realtà. Quello che ci preme aggiungere all’analisi di Goldman Sachs è che i dati reali continuano a smentire una lettura di questo tipo.
Il che non vuol dire che non potrà esserci un rimbalzo importante dell’inflazione, ané che è da escludersi una breve recessione. Tuttavia, ci insegnano dalla grande banca d’affari, i mercati reagiscono subito alle aspettative – e una parte della correzione che ha coinvolto borse e mercato crypto è certamente imputabile anche ai soft data di cui sopra, su tutti le aspettative.
Che l’economia fosse in contrazione non è un mistero per nessuno ed è nelle previsioni anche di Federal Reserve da qualche tempo a questa parte. Anche i dati sulla disoccupazione per ora raccontano di una situazione molto lontana dal terrore che domina le letture di analisti e banche d’affari.
Non sarebbe, nel caso, la prima volta, che a previsioni di morte e distruzione seguano delle risposte importanti da parte dell’economia, e dei dati reali, che sono poi l’unica cosa che conta.
La situazione economica è meno grave di quel che potrebbe sembrare.
Crisi alle porte? Goldman Sachs rivede le sue previsioni in senso molto peggiorativo.
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