Analisi On Chain

Mancano 200 giorni alla fine del bull market di Bitcoin: ecco cosa aspettarsi

Il bull market di Bitcoin non è infinito: storicamente ogni ciclo dura al massimo 548 giorni dall'halving precedente, ed ora la criptovaluta sembra avvicinarsi alla fase finale della sua traiettoria rialzista.
1 giorno fa
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Con aprile ormai alle porte, il tempo a disposizione per Bitcoin prima della conclusione del bull market si fa sempre più limitato. Seguendo infatti le performance storiche della criptovaluta ad ogni ciclo di mercato, ci accorgiamo che difficilmente i tori rimarranno ancora in zona per più di 200 giorni.

Nel frattempo Bitcoin fatica a recuperare dal calo delle ultime settimane, risultando in una pericolosa stagnazione del suo prezzo. Il tempo scorre e le possibilità di segnare un nuovo massimo storico si riducono sempre di più, lasciando un amara incertezza nella bocca degli holders.

In questo articolo facciamo il punto della situazione con l’attuale fase di mercato e vediamo dove è diretta la moneta arancione. Tutti i dettagli di seguito.

Le performance storiche di Bitcoin: il bull market si concluderà massimo ad ottobre

Il prezzo di Bitcoin registra un drawdown del 25% circa dai suoi massimi a $109.000 dollari, mentre la finestra temporale utile per la prosecuzione del bull market si riduce sempre di più. Osservando l’andamento storico della criptovaluta dopo ogni halving, notiamo infatti come difficilmente ci sarà spazio per movimenti rialzisti significativi oltre i prossimi 200 giorni.

Questo orizzonte temporale coincide indicativamente con il periodo di metà ottobre 2025, entro il quale Bitcoin potrà mostrare la sua capacità di apprezzamento. 

In passato negli ultimi tre cicli di mercato non si è mai verificato un top oltre i 550 giorni dal rispettivo halving. Anche il ciclo più lungo di sempre, quello conclusosi a novembre 2021, Bitcoin ha raggiunto il picco dopo 548 giorni, segnando così la durata massima mai registrata prima della fine di un bull market. Nel 2013 e 2017, invece, il mercato crittografico ha toccato il suo punto più alto rispettivamente a 371 e 526 giorni.

Questo ci fa capire che se la storia si ripeterà, difficilmente chiuderemo il 2025 con i prezzi ai massimi storici, mentre questi verranno segnati verosimilmente nei prossimi mesi..

Ovviamente non è detto che questo pattern dovrà ripetersi obbligatoriamente anche questa volta, ma è quanto si aspettano gli investitori seguendo le dinamiche cicliche della criptovaluta. Detto ciò, dobbiamo anche riconoscere come con il passare degli halving, ogni ciclo si è fatto relativamente sempre più lungo, dando a Bitcoin una possibilità che a questo giro i tori possano presenziare il mercato anche oltre le tempistiche storiche.

Da sottolineare parallelamente come ad ogni bull market si siano ridotte le percentuali di crescita della moneta, che diventa sempre più difficile da muovere al rialzo mentre cresce di capitalizzazione.

Performance di Bitcoin ad ogni halvingFonte dati: https://bitcoincounterflow.com

Che cosa aspettarsi da Bitcoin da qui ai prossimi mesi

Mentre il tempo avanza, Bitcoin sembra far fatica a recuperare il suo andamento tipico da bull market, con i prezzi che sono rimasti incastrati poco sopra gli $80.000. I dati on-chain suggeriscono che le condizioni per una continuazione del trend bullish sono ancora intatte ma è necessario che si verifichi qualche evento che possa sbloccare l’attuale fase di incertezza.

In questo momento infatti, il complesso quadro macroeconomico e la resilienza della FED ad abbassare i tassi di interesse, stanno limitando il flusso di liquidità nei mercati finanziari, gravando sulla struttura di prezzo di Bitcoin.

Gli investitori sembrano più propensi a parcheggiare il proprio denaro in beni rifugio come l’oro e l’argento, o in soluzioni liquide come bond e depositi a breve termine. Dall’altro lato gli asset risk-on come Bitcoin mettono timore, specialmente in un contesto globale segnato da continue escalation geopolitiche e da un generale clima di avversione al rischio.

Per questo motivo negli ultimi mesi abbiamo assistito ad una forte riduzione dei volumi di trading spot sugli exchange di criptovalute. Da evidenziare a tal proposito come dall’elezione di Donald Trump, gli exchange abbiano perso circa 95 miliardi di scambi al giorno di media.

Solitamente ad elevati volumi sono associati apprezzamenti tipici del bull market, visto che la maggior parte delle contrattazioni avviene con le quotazioni sui massimi. In questo momento i volumi sono scesi ai livelli di agosto 2024, quando Bitcoin sedeva sul suo dip a $60.000. 

Potremo dunque tornare ad ipotizzare uno scenario rialzista quando vedremo nuovamente un flusso di liquidità sugli exchange ed un aumento degli scambi. Lo stesso discorso vale per gli ETF spot USA, dove Bitcoin sembra essere meno negoziato rispetto all’ultimo trimestre dello scorso anno.

Volume spot giornaliero sugli exchangeFonte dati: https://www.theblock.co/data

Gli holders credono che il bull market proseguirà

Dai dati Glassnode notiamo che gli holders di Bitcoin, nonostante le recenti vicissitudini, credono che il bull market possa ri-esplodere nei prossimi mesi. Osservando la metrica del “Realized Price-to-Liveliness Ratio (RPLR)” vediamo come i detentori di lungo periodo della criptovaluta non siano entrati ancora in fase di svendita delle proprie forniture.

Per chiarire, il realized price riflette il prezzo medio di carico a cui la supply della moneta è stata spostata l’ultima volta sul mercato. Invece il liveliness rappresenta il rapporto tra “coin days destroyed” e la somma di tutti i coin day mai creati, e mostra la tendenza alla vendita o all’accumulo/HODL di monete.

Rapporto prezzo realizzato/vivacità (RPLR) Fonte dati:https://studio.glassnode.com/charts

Questo indicatore serve per evidenziare il comportamento di spesa o di HODLing da parte degli investitori di Bitcoin, in relazione al suo “fair value”. In questo momento il prezzo di Bitcoin si trova al di sopra del livello del Realized Price-to-Liveliness Ratio, come di consueto durante le fasi di bull market. In passato ogni volta che la criptovaluta è scesa al di sotto di tale soglia, è iniziata una pesante correzione che ha dato poi vita ad una tendenza ribassista.

Invece un prezzo di Bitcoin inferiore al suo realized price ha spesso indicato un bottom del mercato. C’è ancora spazio dunque per fare la storia e segnare un nuovo massimo di prezzo.

Alessandro Adami

Laureato in "Informazione, Media e Pubblicità", è un giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti, esperto in materia di finanza decentralizzata ed applicazioni web3. Investe e segue da vicino gli sviluppi dei progetti Ethereum e Chainlink.

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