Mentre i mercati sono rosso sangue, Wall Street sembrerebbe aver deciso che il tempo delle vendite per gli ETF crypto (quasi al 100% su Bitcoin) è finito.Abbiamo avuto infatti la seconda settimana consecutiva di inflow, ovvero di afflussi in questi prodotti – nonostante appunto non siano state settimane brillanti sotto il profilo del prezzo.
A dominare sono stati gli ETF Bitcoin quotati negli Stati Uniti – anche se c’è un altro segnale importante: arrivano dopo 5 settimane di outflow i primi inflow anche sui prodotti che investono in altcoin.
I dati sono stati diffusi da CoinShares – che pubblica settimana per settimana un report specifico su quanto sta avvenendo nel mondo dei fondi scambiati in borsa che operano nel mondo crypto.
I numeri e il grafico
Ci sono diversi angoli dai quali si può guardare a questa vicenda. Il primo è che gli inflow ci sono – nel complesso – per la seconda settimana consecutiva.
Si tratta di inflow modesti – complessivamente sotto i 200 milioni di di dollari – ma comunque un buon segnale in una fase di mercato che sta facendo preoccupare tutti e durante la quale gli asset di rischio non se la stanno passando bene.
Il secondo angolo riguarda invece quello degli altcoin: anche se in quantità assai modesta, hanno infatti avuto degli inflow – cosa che non accadeva da 5 settimane. Un piccolo spunto per il recupero di un sentiment che è tornato ai minimi storici, come testimonia il rapporto paura/avidità che alleghiamo.
Di che tipo di segnale si tratta?
Și tratta di un segnale difficile da interpretare, ma ad avviso di chi vi scrive certamente positivo. Ne avevamo già parlato all’interno di un nostro approfondimento, dopo che per 10 giorni consecutivi gli ETF Bitcoin avevano fatto registrare afflussi.
Rimangono però aperte diverse questioni. Gli altcoin piacciono relativamente poco, per ora, ai mercati ETF. Tuttavia c’è anche da ricordare che tali prodotti sono quotati soltanto in Europa, con gli USA che attendono l’arrivo di tanti nuovi ETF- che sono per il momento in fase di approvazione da SEC.
Tutto questo mentre l’interesse per gli ETF Ethereum rimane piuttosto basso almeno in questa fase di mercato. Si deve però guardare anche al bicchiere mezzo pieno, soprattutto in una fase di terrore, paura e delirio come questa.
La settimana cruciale sarà tuttavia, con ogni probabilità, questa: ci sarà infatti da valutare se il mondo crypto riuscirà ad affrancarsi da un pianeta risk on che è in grande sofferenza. E che già in Giappone e in Europa, in apertura di settimana, ha letteralmente seminato il terrore.