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Larry Fink, BlackRock: “Bitcoin MINACCIA per il dollaro, tokenizzazione asset futuro della finanza”

Larry Fink ha delle idee molto precise sul mondo – come lo chiama lui – degli asset digitali. Le sue intuizioni sono state raccolte nella lettera annuale che invia agli investitori – che si occupa anche di altre questioni.La frase che farà il giro del web e dei social riguarda la possibilità che Bitcoin sottragga al dollaro USA lo status di riserva mondiale- ma c’è anche spazio per la tokenizzazione degli asset.

Una questione, l’ultima, che riguarda molto da vicino altri aspetti del mondo crypto – a partire da quei progetti come Ondo Finance – ai quali BlackRock già partecipa. La tokenizzazione sarà il futuro, dice Larry Fink, per un sistema finanziario che funziona ancora, dice Larry Fink, come quando gli ordini venivano urlati nella hall del NYSE.

Sono parole molto interessanti quelle di Larry Fink per tutti gli investitori nel mondo crypto, nonché per chi opera sui mercati finanziari tradizionali.

Larry Fink, il dollaro, la tokenizzazione e Bitcoin

Prima la parte più dura verso l’attuale situazione finanziaria degli USA, che riguarda direttamente Bitcoin:

Gli USA hanno ricevuto benefici dal dollaro che è stato utilizzato come valuta di riserva mondiale per decenni. Questo però non è garantito che duri per sempre. Il debito nazionale è cresciuto 3 volte di più del PIL dal 1989, da quando è partito l’orologio di Times Square. Quest’anno, i pagamenti per interessi supereranno i 952 miliardi di dollari. Entro il 2030, le spese necessarie a livello governativo e gli interessi sul debito consumeranno tutta la raccolta federale [di tasse, NDR], creando un deficit permanente.Se gli USA non riporteranno sono controllo il debito, se il deficit continuerà a crescere, l’America rischia di perdere quella posizione contro asset digitali come Bitcoin.

E ha poi aggiunto:

Chiaramente, è ovvio che io non sia contro gli asset digitali (anzi, al contrario, come sarà evidente nella prossima sezione). Ma le due cose possono essere vere contemporaneamente. La finanza decentralizzata è un’invenzione straordinaria. Rende i mercati più veloci, più economici e più trasparenti. La stessa innovazione può minare il vantaggio economico americano [il dollaro, NDR] se gli investitori iniziano a vedere Bitcoin come una scommessa più sicura del dollaro.

Sono parole molto dure, che mettono in guardia sul fatto che ora un’alternativa c’è e che potrebbe essere più appetibile del dollaro. Prima però di abbandonarsi a facili entusiasmi (oppure a speculare disperazione), c’è da dire che il messaggio appare più come un allarme sullo stato delle finanze USA che sulla potenza di Bitcoin nel presente e nel futuro.

Sulla tokenizzazione

È forse l’aspetto più interessante della lettera di Larry Fink agli investitori, dato che ne occupa una parte molto più rilevante.

Il denaro del mondo si muove attraverso canali costruiti quando nei trading floor si urlavano ordini e i fax sembravano rivoluzionari.

C’è poi un lungo riferimento a SWIFT, sistema oggettivamente desueto, tant’è che il gruppo che lo gestisce sta cercando sponde anche nel mondo della blockchain, ma non è questo che interesserà maggiormente il gruppo guidato da Larry Fink, ad interessarlo sono altri tipi di asset.

Ogni azione, ogni obbligazione, ogni fondo, ogni asset può essere tokenizzato. Se saranno tokenizzati, rivoluzioneranno il mondo degli investimenti. I mercati non dovranno chiudere, le transazioni che oggi impiegano giorni saranno complete in secondi. Miliardi di dollari attualmente bloccati potrebbero essere reinvestiti nell’economia, generando ulteriore crescita.

Punto di vista tecnicamente corretto. C’è poi altro, che riguarda sia le votazioni (degli azionisti), sia i ritorni. Con il secondo punto che ad avviso di chi vi scrive sarà il prossimo ad essere spinto da BlackRock.

Alcuni investimenti producono ritorni molto più importanti degli altri, ma sono a disposizione soltanto dei grandi investitori. Una ragione? Gli ostacoli legali, operativi e burocratici. La tokenizzazione li elimina, permettendo a più persone di accedervi.

Segnatevi queste parole: presto ci sarà una spinta di BlackRock nella tokenizzazione di asset di fondi molto particolari e che per ora non sono accessibili al pubblico fatto di piccoli investitori. Su tutti, il debito privato.

Un grande successo per l’ETF Bitcoin

Per chi avesse ancora dei dubbi sulla bontà del lancio degli ETF Bitcoin, scrive Larry Fink:

L’ETP su Bitcoin basato negli USA di BlackRock è stato il più grande lancio di un ETF della storia, ed è cresciuto a oltre 50 miliardi di AUM in meno di un anno. È stato il terzo più grande per inflow dopo i fondi che replicano l’indice S&P 500.

Con buona pace di chi, senza alcun senso di ridicolo, riteneva questi prodotti qualcosa di poco utile o che non avrebbe riscosso alcun successo.

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