Secondo quanto riportato nei dati on-chain di Glassnode all’interno del report “Forging Long-Term Holders”, Bitcoin sarebbe sul punto di registrare un forte movimento. Attualmente il mercato sta vivendo una fase fatta di bassa liquidità, che rende il prezzo della moneta particolarmente sensibile a improvvisi cambi di direzione.
Lo stress finanziario sottoposto ai retail, che costituiscono una parte rilevante della supply detenuta in perdita per Bitcoin, potrebbe creare i presupposti per un nuovo crollo delle quotazioni. Allo stesso tempo però il comportamento degli holders di lungo termine ci fa pensare che è in corso una grossa accumulazione che alimenterà il prossimo rally al rialzo.
In questo articolo analizziamo i segnali più rilevanti per capire se ci troviamo davvero alla vigilia di una nuova leg up esplosiva per Bitcoin, o se invece ci attendono ulteriori fasi di debolezza e consolidamento.
Situazione stagnante per il prezzo di Bitcoin: liquidità in contrazione
Nelle ultime settimane, Bitcoin (BTC) ha oscillato all’interno di un range compreso tra $78.000 e $87.000, senza riuscire a prendere una chiara direzione. In un contesto di incertezza simile, i dati on-chain suggeriscono una forte diminuzione della liquidità disponibile sul mercato.
A quanto pare sia dal lato della domanda che da quello dell’offerta, si stanno verificando pochi eventi realizzativi ( take profit/loss). Ciò evidenzia un flusso di domanda decisamente più debole rispetto a quello osservato nel periodo post-elezioni, nonché una pressione di vendita più esigua rispetto al periodo di febbraio.
A sostegno di questa tesi troviamo la chart di Glassnode “BTC: Absolute Realized Profit + Realized Loss”. Questa metrica marca con chiarezza sia gli afflussi di capitale in entrata su Bitcoin, sia la distruzione di valore legata alla vendita in perdita.
Come mostrato in figura, il volume combinato di profitti e perdite realizzati è sceso parecchio dal mese di novembre, risultando in un calo dell’85%, Più da vicino vediamo come in poco tempo siamo passati da forze di vendita iniziali a $3,4 miliardi fino agli attuali $508 milioni.
Tutto ciò contribuisce a creare una situazione di stallo, in cui l’assenza di forti pressioni sia in acquisto che in vendita rende il prezzo di Bitcoin particolarmente vulnerabile. Da osservare però come livelli simili siano stati registrati durante la lunga fase di accumulazione del 2024, mentre la criptovaluta veniva scambiata tra tra $50.000 e $70.000.
Dunque, vista la somiglianza dei dati, anche questa volta potremmo trovarci di fronte ad una fase di accumulo silenzioso, che romperò verosimilmente con una forte candela direzionale.
I retail di Bitcoin sono al primo posto per perdite realizzate
Solitamente durante i cicli di bull market di Bitcoin, chi tende a realizzare maggiori perdite sono i retail. Gli investitori di breve periodo sono soliti entrare sul mercato quando il sentiment ed i prezzi sono ai massimi, e finiscono per essere anche i primi ad uscire al primo scossone grafico.
Anche a questo giro, dalla metrica “ BTC: Relative Long/Short- Term Holder Realized Profit/Loss” possiamo intuire che i retail siano responsabili della maggior parte delle perdite osservate durante l’ultima correzione. Dall’indicatore emerge che circa l’80% del valore realizzato di Bitcoin è dominato dai cosiddetti “Short-Term Holders” (STH).
Gli investitori di breve sono intrappolati in perdita: rischio di capitolazione?
Se da un lato i retail di Bitcoin hanno concorso ai maggiori “taking loss” durante l’ultimo calo, notiamo come si trovano in una posizione di svantaggio anche sulle posizioni non ancora realizzate.
Normalmente infatti durante i mercati rialzisti, i detentori di breve termine sono anche quelli che mantengono le posizioni in perdita più a lungo. Lo intuiamo facilmente dalla metrica “ BTC: Total Supply in Loss Held By Short-Term Holders”, dove è evidente il forte aumento della fornitura attualmente in perdita per queste entità.
Nel dettaglio possiamo osservare come da inizio anno gli Short-Term Holders abbiano accumulato il più grande volume di coins in perdita dal luglio 2018. Parliamo di un totale di 3,4 milioni di BTC, che sono stati acquistati recentemente a prezzi più alti delle quotazioni attuali del mercato. Da una prospettiva relativa, osserviamo come queste perdite ammontino al 90% della fornitura dei detentori a breve termine.
Questa ENORME somma potrebbe fungere da catalizzatore per un nuovo crash del prezzo di Bitcoin, qualora dovesse arrivare una news ribassista fortemente impattante. I nuovi investitori potrebbero infatti essere più propensi a capitolare in un momento così delicato, spaventati dai continui cali degli ultimi mesi.
Tale livello di perdita è stato in passo associato alla flessione dell’agosto 2023 e alla liquidazione dello Yen-Carry-Trade nello stesso mese dell’anno successivo.
Gli holders di lungo periodo accumulano Bitcoin
In parallelo alla pressione sell-side degli investitori di breve, i dati on-chain mostrano una dinamica di acquisto da parte dei Long-Term Holder di Bitcoin. Storicamente queste figure sono quelle che hanno preso la maggior parte dei profitti durante le fasi rialziste, contribuendo alla contrazione dei prezzi.
Allo stesso tempo però sono anche quelle che hanno poi riacceso la miccia per le successive ondate bullish, prima di arrivare al top definitivo del bull market. In questo momento osserviamo una fase di accumulo silenzioso tramite la metrica “ BTC: Total Supply Held By Long-Term Holders”
Nel ciclo attuale di Bitcoin 2024-2025, ci sono state finora due principali ondate di distribuzione e due di accumulazione. Nella prima fase tra gennaio e aprile 2024 i Long-Term Holders hanno liquidato ben -929k BTC sul mercato.
A seguire da maggio fino a settembre hanno accumulato +817k BTC, prima di proseguire con la successiva distribuzione di -1,11M BTC. Ora gli investitori di lungo periodo sono tornati ad accumulare, compensando la parte delle vendite con un aggiunta di +278k BTC. Da notare questi conservano quasi il 40% della ricchezza totale della rete.
Secondo questa interpretazione, è probabile che ci sarà una prosecuzione della fase di accumulo, con Bitcoin limiterà sempre di più la sell-side fino ad esplodere nuovamente al rialzo. Ci sono ancora i presupposti per un potenziale nuovo crash, ma il comportamento dei grossi detentori ci fa ben sperare che in tal caso il crollo possa essere facilmente assorbito.
Nel medio periodo questa tendenza attuale di HODLing potrà fare da tappo per l’offerta, creando le condizioni per un nuovo flusso di domanda e una nuova fase di rialzo. Questa è l’ultima chiamata prima che parta il treno, direzione sulla luna.
quello che ci fa ben sperare è che si tratta sempre dello stesso treno con il quale abbiamo già fatto dei bei viaggi l’unica cosa che cambia è che le direzioni sono sempre diverse.