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Privacy su Ethereum: arriva 0xbow, un’alternativa a Tornado Cash conforme alla legge

Sbarca su Ethereum 0xbow, un protocollo innovativo basato sulla privacy delle transazioni, ma con un attenzione particolare per la conformità legale. Vitalik Buterin ed altri personaggi di spicco del settore hanno sostenuto il progetto.

La comunità di Ethereum si è da sempre schierata a favore della privacy, uno dei valori essenziali per guidare la rivoluzione decentralizzata del mondo web3. Purtroppo però il modo con cui diversi attori malintenzionati sfruttano gli strumenti che difendono la privacy su blockchain, risulta incompatibile con le normative internazionali in tema di antiriciclaggio e contrasto al finanziamento illecito.

Per questo motivo piattaforme come Tornado Cash sono state sanzionate in passato dall’Office of Foreign Assets Control (OFAC) degli Stati Uniti, generando un acceso dibattito sulla natura criminale di questo protocollo. Ora, nonostante Tornado Cash sia tornata accessibile, continua a far discutere per le implicazioni legate al suo impiego da parte di attori malevoli, in particolare gruppi di hacker nordcoreani.

Oggi il mondo Ethereum prova a risolvere questo trade-off tra libertà e conformità, lanciando in mainnet il protocollo 0xbow ed introducendo le cosiddette “privacy pools”. In questo articolo esploriamo tale innovazione, che consente di effettuare transazioni anonime pur verificando che i fondi non provengono da fonti illecite.

Il protocollo 0xbow sbarca sulla mainnet di Ethereum ed introduce le privacy pools

Nella giornata di ieri, gli sviluppatori Ameen Soleimani e Zak Cole hanno lanciato sulla mainnet di Ethereum il tanto atteso protocollo privacy-focused 0xbow. Parliamo di una piattaforma basata sulla tecnologia delle “privacy pools”, introdotta per la prima nel 2023, che introduce operazioni anonime tramite le prove a conoscenza zero (ZKP). In pratica gli utenti possono utilizzare queste pool per eliminare la tracciabilità diretta tra mittente e destinatario, nascondendo la propria identità e mantenendo l’anonimato delle transazioni.

Tuttavia 0xbow è qualcosa di più innovativo di un semplice strumento di riservatezza sviluppato su Ethereum. Questo progetto avanza infatti il concetto di privacy selettiva, dove gli utenti dimostrano, tramite un meccanismo ZK, che i propri fondi non provengono da fonti illecite. In questo modo il protocollo assicura, da un lato, che il cliente possa mantenere la sua privacy e dall’altro, garantisce la conformità alle normative internazionali. il tutto senza rivelare alcuna informazione sensibile grazie alla capacità delle prove a conoscenza zero dimostrare la validità di una dichiarazione senza rivelare i dati sottostanti.

come funziona il protocollo
Funzionamento di 0xbowFonte dati: https://x.com/0xbowio/status

Il funzionamento di 0xbow è molto semplice: Gli utenti possono depositare e prelevare token ERC-20 privatamente, mentre un “Association Set Provider” (ASP) garantisce che solo fondi “puliti” entrino nel pool. Questo protocollo è stato fortemente supportato dalla comunità Ethereum, ricevendo finanziamenti da realtà solide crittografiche come Bankless, Number Group e Public Works. Anche Vitalik Buterin ha appoggiato le privacy pools di 0xbow, offrendo un sostegno simbolico depositando 1 ETH ( il limite massimo consentito) sulla piattaforma. Lo stesso Vitalik ha più volte discusso in passato dell’importanza dei sistemi non custodiali per la protezione della privacy nel settore delle criptovalute, difendendo gli sviluppatori di Tornando Cash.

Una soluzione simile a Tornado Cash ma in linea con la conformità normativa

Osservando da vicino 0xbow ci accorgiamo come questa piattaforma di Ethereum focalizzata sulla privacy non sia altro che una versione di Tornado Cash conforme alle normative. Difatti si base sullo stesso meccanismo di quest’ultimo, ma con un filtro per isolare i fondi illeciti e separarli da quelli che non fanno parte di elenchi, sanzionati o sospetti. Il processo prevede inoltre la creazione di un portafoglio dedicato, con l’interfaccia del protocollo che mostra semplicemente un indirizzo di deposito nella privacy pool e un indirizzo di prelievo. Al momento della stesura dell’articolo troviamo 40.85 ETH depositati su 0xbow, con 139 utenti che hanno partecipato.

interfaccia oxbow
Dashboard 0xbowFonte dati: https://privacypools.com

Uno dei due sviluppatori di questo strumento, Ameen Soleimani, ha ribadito come le privacy pools si ispirino a quanto fatto dal team di Tornado Cash, ma in un’ottica di conformità legale. La presenza di una soluzione come 0xbow nell’ecosistema Ethereum è fondamentale affinché la sua infrastruttura possa continuare a dialogare con attori istituzionali, senza perdere di vista il principio di riservatezza che contraddistingue i mondi decentralizzati.

Chiaramente una piattaforma del genere va contro i concetti più puri della rivoluzione cyber punk, dove non sono ammessi compromessi con le autorità. In quest’ottica la privacy dovrebbe essere assoluta, indipendentemente dalle conseguenze che potrebbe generare. La realtà purtroppo è che i principi che hanno guidato la nascita di Bitcoin sono ormai morti con l’ingresso dei regolatori ( e degli strumenti di investimenti regolamentati) nel settore.

Una soluzione non custodial come 0xbow rappresenta il giusto accordo tra una società crittografica che necessita di regole e il diritto alla privacy e all’anonimato. Questa è l’era della privacy buona, quella “compliante”, ma non necessariamente limitata dai poteri centrali.

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