Le grandi opere del maestro giapponese Hokusai diventeranno dei NFT, creati e gestiti direttamente dal British Museum. Il connubio tra arte di alto livello e mondo della blockchain continua, confermando quello che è un filone che ha già sbancato da Sotheby’s.
Il lancio verrà utilizzato anche come materiale pubblicitario per la prossima mostra dell’artista giapponese, con 103 disegni che saranno appunto visibili presso il grande museo londinese, per lavori del popolare artista che vanno dal 1820 al 1840.
Un’ottima notizia per tutto il comparto, che aggiunge credibilità all’intero ecosistema, ormai sempre più gettonato da appassionati d’arte, case d’asta di grande livello e anche da chi frequenta questo mondo come semplice utente. Utente che adesso, a cifre relativamente contenute, potrà portarsi a casa un pezzo, seppur digitale, del grande maestro giapponese.
A guidare l’iniziativa, insieme al The British Museum ci sarà la start up francese LaCollection – di Jean-Sebastien Beaucamps, che ha contattato oltre 30 musei di primissima fascia per avviare il suo progetto, con BM che è stato il primo ad essere interessato.
È cruciale che, come museo, continuare ad adattarsi ai nuovi mercati e trovare nuovi canali per raggiungere gli utenti, che sarebbero altrimenti fuori dai canali tradizionali di fruizione dell’arte.
Questo il commento di Craig Bendle, che guida il reparto licenze del museo londinese. All’interno dei NFT saranno immortalate diverse delle celebri opere dell’incisore e pittore giapponese Hokusai, opere iconiche che fanno parte dell’immaginario collettivo anche di chi non è molto avvezzo all’arte. Tra queste anche La Grande Onda – che raffiguriamo nella copertina di questo nostro speciale.
I NFT saranno sia venduti a prezzo fisso, sia realizzati in copie speciali che andranno all’asta. Si partirà con La Grande Onda che andrà all’asta a partire dal 30 settembre, per chiudersi poi il 20 dicembre, all’apertura della mostra. La seconda copia del celebre quadro andrà invece all’asta duarnte il 2022.
Il sistema messo punto da LaCollection avrà un doppio sistema di royalty che inciderà anche sulle vendite future. Chi acquista l’NFT si vedrà decurtare, per ogni vendita successiva, un 10% che andrà nelle casse del British Museum, e un 3% che sarà invece destinato a LaCollection.
Un modo intelligente, per il museo, di monetizzare eventuali boom che i NFT potrebbero conseguire in futuro, se il mercato dovesse effettivamente continuare nella sua parabola rialzista, che l’ha interessato per tutto il 2021.
Ce ne saranno 11.002 così divisi:
Ci sarà dunque spazio per tutti – o almeno per tutti coloro i quali sono appassionati dell’arte del maestro giapponese e hanno sempre sognato possederne almeno una parte.
Avevamo già parlato in passato della tokenizzazione dei capolavori dell’Hermitage, che hanno coinvolto anche opere di Leonardo da Vinci. Allo stesso modo dovrebbe essere noto quanto avvenuto con il Picasso acquistato da Justin Sun di Tron.
Il connubio tra arte, blockchain e NFT dovrebbe essere ormai evidente a tutti, con le occasioni di guadagno e di investimento che continuano ad arrivare sul mercato. Quando poi si tratta di un artista pop come Hokusai, le possibilità che diventi un fenomeno di massa sono ancora più alte.
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