Internet ha letteralmente salvato GameStop – e ora il mondo della blockchain potrebbe rilanciare un gruppo che tutti i fondi o quasi avevano dato per spacciato. È questa la storia che passerà agli annali della storia economica e finanziaria.
Il gruppo ha infatti recentemente inserito delle nuove offerte di lavoro che riguardano il mondo dei NFT e del Web3 – legato ovviamente al mondo dei videogiochi – confermando rumors che ormai circolavano da tempo tra gli addetti ai lavori.
Un salto nel futuro per una società che stava pagando a carissimo prezzo il suo essere rimasta statica in un mondo dei videogiochi che, grazie alla distribuzione diretta online, è cambiato radicalmente e oggi non è neanche lontanamente quello di soltanto 10 anni fa. Lezione imparata, capitali arrivati dall’enorme operazione di short squeeze guidata dagli utenti di Reddit e possibilità infrastrutturale offerta dalla blockchain di Ethereum.
I dettagli del progetto sono ovviamente ancora top secret – anche se qualcosa si può facilmente intuire dalle offerte di lavoro pubblicate sul sito ufficiale del gruppo, che riguardano tutte specialisti di piattaforme per i token non fungibili e per il Web3. Lavori da remoto, per un numero di posizioni che lascerebbe pensare ad un impegno molto serio del gruppo in questo comparto.
Quale sarebbe l’idea di fondo? Unire, come in realtà stanno facendo già diversi progetti, il mondo dei videogiochi con quello dei NFT, con la tokenizzazione unica che è particolarmente adatta, neanche a dirlo, agli asset di gioco e ai collezionabili. D’altronde è questo che ha reso Enjin Coin molto popolare come piattaforma terza, nonostante sia indipendente e sicuramente meno conosciuta in occidente rispetto a GameStop.
Discorso più complesso per quanto riguarda il Web3 – che è sicuramente la direzione più interessante che potrà prendere il mondo di internet nei prossimi anni. Un approccio a tecnologie cutting edge – come potremmo chiamarle in gergo, che soltanto poco più di anno fa avremmo ritenuto impossibile per un’azienda “tradizionale” come GameStop.
Sì. GameStop è letteralmente rinata grazie ad una curiosissima azione coordinata da parte di piccoli e piccolissimi investitori – che hanno messo nei pasticci diversi fondi di finanza tradizionale.
Un ruolo che in molti avevano visto come parallelo con il settore della blockchain, sul quale però la convergenza di fondi e finanza classica è stata sicuramente più pronta. Sarà ora la stessa blockchain a poter completare un miracolo sul quale in pochissimi avrebbero scommesso anche soltanto pochi mesi fa.
I ruoli sono stati aperti, le assunzioni partiranno tra poco e se il progetto dovesse confermarsi come utile, o comunque anche soltanto capace di resistere in un comparto come quello dei NFT – che è tra quelli a più alta competizione nel comparto blockchain, potrebbe davvero riportare GameStop sul tetto del mondo, almeno per quanto riguarda il suo settore specifico.
Continueremo a seguire le evoluzioni di Gamestop nel mondo delle criptovalute – e anche per quanto riguarda Ethereum – che a meno di clamorosi stravolgimenti dovrebbe essere confermata come blockchain di riferimento per i progetti di $GME.
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