Primi problemi per Worldcoin? Dopo la performance di mercato che – come spesso accade durante le fasi di lancio – non è stata entusiasmante (anche se sarà il caso di parlarne con ben altri toni) – come da tradizione quando è coinvolto Sam Altman cominciano a tuonare le agenzie nazionali che si occupano di dati e di privacy. Se per OpenAI era stato il caso del Garante della Privacy italiano, ora sembrerebbe che per Worldcoin si stia muovendo quello britannico.
Secondo quanto riportato da Reuters infatti ci sarebbero già delle indagini per quanto informali su Worldcoin. Occasione per le agenzie governative di farsi un po’ di pubblicità o serio problema per la privacy?
Dipende dai punti di vista: l’assenza di dettagli sull’indagine stessa – e il fatto che si arrivata prima ai giornali che in tribunale farebbe più propendere per la seconda, anche se… dopo quanto accaduto a OpenAI in Italia sarà forse il caso di prendere sul serio certi movimenti.
Questo è quanto starebbe accadendo alla corte di Carlo III di Inghilterra. Secondo quanto è stato riportato da Reuters infatti, ci sarebbe un’indagine in corso su Worldcoin, che è arrivato in quasi tutti i paesi (USA esclusi) e che almeno a Londra avrebbe fatto già sollevare qualche sopracciglio.
Abbiamo rilevato il lancio di WorldCoin nel Regno Unito e faremo ulteriori indagini.
Tutto qui il messaggio del portavoce dell’agenzia governativa del Regno Unito che si occupa di dati – una sorta di omologo, almeno per alcune funzioni, del nostro garante della privacy. Con ogni probabilità sotto inchiesta finirà il curioso orb con il quale si procede all’identificazione delle persone che poi partecipano al progetto e ricevono token. O meglio, che tramite tale scansione possono certificare, da quel momento in avanti, la loro identità anche on chain. Un progetto, quello di Worldcoin, che non ha scatenato le attenzioni solo dei regolatori, ma anche di tanti appassionati crypto, che in questo progetto vedono tanto, forse troppo contrasto con quelli che sarebbero gli ideali di base del mondo crypto. Ideali di base che, tra le altre cose, includerebbero anche una certa privacy per gli utenti.
Dipende dai punti di vista. Il progetto è in realtà, dopo movimenti parecchio bruschi, in crescita rispetto al prezzo di lancio sui principali exchange.
Per il momento è stato quotato da Binance, KuCoin e pochi altri e in attesa che arrivino gli altri della truppa degli scambi crypto, potrebbe essere anche considerata una buona performance, almeno rispetto agli altri lanci partiti con questa pompa magna.
Che continui a crescere o meno – nel momento in cui scriviamo è ben al di sopra dei 2 dollari per token, c’è comunque da rilevare l’estrema attenzione che questo token continua a suscitare, tanto tra gli addetti ai lavori quanto tra i meno esperti.
Attenzioni che poi – come spesso capita quando c’è attenzione del pubblico su qualcosa – si traducono anche in indagini dei regolatori. Ma ci sono davvero rischi per $WLD? Per il momento sembrerebbe di no.
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