In uno contesto in cui Bitcoin e le notizie relative a richieste o a presunte approvazioni di ETF dominano l’attenzione del mercato, anche Ethereum (ETH) ne trae benefici.
Attualmente è quotato 1.789$ e a Ottobre è tornato positivo con una crescita del +7,50% mentre a livello annuale il rilazo si attesta a +49,50%. Tuttavia, questi numeri risultano modesti rispetto al rialzo di Bitcoin (BTC) dall’inizio anno, che sta registrando un aumento del +107%.
Passando ad analizzare la situazione delle metriche on-chain di Etherem, iniziamo dalla situazione degli acquisti fatti dagli holder. Come evidenziato dall’immagine allegata tratta dal sito Intotheblock, si nota come ETH deve superare l’enorme muro dei 1.960$ per proseguire la salita.
A questo livello sono stati acquistati circa 33 milioni di ETH da quasi 1 milione di indirizzi. Da ciò si può dedurre che questa massa di acquisti, al momento del break even potrebbe essere tentata di alleggerire le proprie posizioni.
Inoltre, secondo un altro dato da Intotheblock, attualmente il 60,84% dei detentori di Ethereum è in the money, ovvero in profitto. Invece, il 35,75% è out the money, cioè in perdita e la restante parte in area di break even.
Restando ad analizzare la situazione del prezzo, consideriamo i dato di Glassnode relativo all’Ethereum: Options Open Interest Put/Call Ratio – All Exchanges.
Questo indicatore misura il rapporto tra il numero di contratti opzioni Put aperte e il numero di opzioni Call aperte su ETH, considerando i dati di tutti gli exchange. Questo rapporto ci fornisce una visione del sentiment di mercato dei trader e operatori in opzioni su Ethereum.
Dall’andamento riportato nel grafico allegato, osserviamo un incremento di questo rapporto, il che vuol dire che si stanno aprendo più contratti Put. Questo movimento, potrebbe riflettere una crescente preoccupazione per una possibile correzione del prezzo. La situazione del Put/Call Ratio è anche coerente con il muro dei 1960$ che abbiamo evidenziato in precedenza.
In questo scenario, va ancora una volta evidenziato, che lo staking di Ethereum cresce senza interruzione di continuità. Nel grafico allegato sempre di Glassnode, abbiamo riportato l’andamento degli ultimi 15 giorni del Ethereum: ETH 2.0 Total Value Staked.
Da notare che il 22 Ottobre c’erano 31.472 milioni di ETH staked e, nell’arco degli 8 giorni successivi, nonostante l’aumento dei prezzi, c’è stato un incremento di quasi l’1% nello staking. Durante questo periodo, sono stati messi in staking 233.000 nuovi ETH.
Va anche evidenziata la ripresa della crescita del numero dei validatori sulla rete Ethereum, dopo una fase di calo che avevamo segnalato un mese fa. Abbiamo anche una costante discesa del ROI come evidenziato dalla metrica dell’Estimated Annual Issuance ROI per validator, che adesso si attesta a 3,40%
Nel grafico allegato abbiamo inserito sia il Total Number of Validators che il loro ROI stimato su base annuale, dove vediamo un andamento diametralmente opposto.
Nel grafico sottostante, osserviamo l’andamento della Supply di Ethereum (linea blu) che dal passaggio alla Proof of Stake, ha avuto il suo naturale rallentamento. Mentre con la linea arancione abbiamo elaborato la percentuale degli ETH in staking in rapporto all’offerta circolante, % ETH Satked on Total Supply.
Attualmente, il 26% dell’offerta di ETH è vincolata e come nota vi possiamo riportare che il 32% fa capo al più grande fornitore di servizi di staking liquido, Lido DAO. Ciò significa anche che il 7% dell’offerta di ETH è bloccato nella TVL di Lido DAO.
Il tasso di ricompensa per gli stakerholder di ETH, dipende dalle liquid service in cui lo si blocca. Abbiamo visto che Lido DAO è la principale e oggi offre circa un 3,60%.
La forbice attuale della rewards varia da un 3,25 a un 3,80%. Forzando un po’ l’immagine, molti che oggi comprano ETH e utilizzano i servizi di staking agiscono in modo simili ai cassettisti di obbligazioni.
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