Il mondo crypto non è certo privo di sorprese. E tante di queste sorprese passano dal vero conglomerato del comparto, ovvero Tether. Il gestore del più popolare stablecoin al mondo continua a reinvestire i suoi enormi profitti, e a farlo anche in settori che con il mondo crypto c’entrano poco o nulla.
E nel caso dell’ultimo investimento sarebbe il caso di parlare di nessun legame, perché Tether, secondo un documento consegnato a SEC, ha investito 102 milioni di dollari in Adecoagro, società del settore agroalimentare quotata al NASDAQ e che ha una capitalizzazione complessiva di mercato superiore al miliardo di dollari.
Il gruppo è particolarmente attivo in America del Sud e nello specifico nel settore del riso e del latte in Argentina, della canna da zucchero in Brasile e in altri tipi di attività anche in Uruguay. L’investimento di Tether vale circa il 10% dell’intera capitalizzazione del gruppo.
Ne è passata di acqua sotto ai ponti da quando Tether era una società specializzata principalmente in stablecoin e in crypto exchange (Bitfinex è infatti riconducibile alla stessa proprietà).
Il gruppo aveva già lanciato in passato degli investimenti nel settore energetico, legato però anche questo al mondo crypto e parte delle attività del gruppo nel comparto del mining Bitcoin.
Ora invece parte degli enormi profitti che il gruppo continua a conseguire sono stati investiti in Adecoagro, società con enormi interessi nel settore agricolo e agroalimentare in Sud America. Secondo quanto è stato riportato da The Block, un portavoce di Tether avrebbe confermato la visione del gruppo, che vede la terra come asset scarso, parte di una asset class cruciale e che offre rendimenti anche di lungo periodo.
Un investimento dunque che finirà per essere di complemento a quelli nel mining Bitcoin e nel mondo crypto. E che allarga ulteriormente gli orizzonti di un gruppo con un giro di affari da paura e che farebbe impallidire il grosso delle banche italiane.
È un gruppo particolarmente attivo in Sud America e che è quotato al NASDAQ. Ha una capitalizzazione vicina a 1,2 miliardi di dollari e nelle mani di Tether finirà dunque circa il 10% delle azioni del gruppo.
Continua così un ampio percorso di diversificazione degli investimenti di Tether, senza che il mondo crypto e Bitcoin sia necessariamente il centro nevralgico delle ultime operazioni del gruppo.
Al centro però rimane il concetto di scarsità, valido per Bitcoin e valido anche per l’ultimo degli investimenti del gruppo, sul quale torneremo non appena conosceremo ulteriori sviluppi della vicenda.
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